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1939
un incidente mélodramatique precipita l'"aumento"
a Parigi di cui Giorgio sogna da alcuni tempi: mescolato ad un
affare di volo di gioielli senza gravità, écope
di un anno di prigione con rinvio, cosa che lui vale di essere
rinviato del collegio.
1940 in febbraio, Brassens
ricongiunge la capitale, dove mette nella sua zia Antoinette che
tiene una pensione al 173di via di Alésia. Presto forzato
alla disoccupazione da una bomba caduta sulle fabbriche Renault
dove esercita il lavoro di manœuvre, ha la notizia del piano
sullo strumento della sua zia, passa lunghe ore alla biblioteca
dello XIVe, immersa nell'universo degli autori - la fontana e
Villon in privato - e scritto le sue prime rime.
Il 1942 Brassens pubblica
per la prima volta, a conto d'autore, una raccolta di poesie abbastanza
satirica intitolata a venvole.
1943 richiesto dalla
S.T.O (servizio del lavoro obbligatorio), Brassens è inviato
in Germania.
1944 in marzo, Brassens
approfitta di un permesso per lasciare definitivamente la Germania.
Diventato déserteur, si nasconde ai 9 vicolo cieco Florimont,
in Jeanne Bonniec ed il suo marito, "Auvergnat" Marcel
Planche. Resterà nella sua camera a al 24 agosto, data
della liberazione di Parigi.
1946 con i suoi amici
del STO e di Sète, sogna di lanciare un giornale non conformista,
il grido del Gueux, progetto che non nascerà mai. Si lega
con un gruppo di anarchici della Federazione dello XVe zona (Marcel
Lepoil, Henri Bouye, il poeta Armand Robin) e collabora alcuni
tempi al Libertaire sotto il pseudonimo di GU il Cédille.
1947 pubblica a conto
d'autore un pamphlet surrealista, la luna ascolta alle porte,
sotto una giacca falsa della N.R.F. Malheureusement, non più
Gallimard che la critica letteraria non reagiscono.
Cade innamorati da Joha Heymann, un'estone ebrea di dieci anni
la sua maggiore. "Püppchen" resterà il discreto,
fedele e bene-gradire compagna della sua vita.
1948-1951 il successo
è realizzato attendre… Il pubblico della piccola
cantina della repubblica, dove passa grazie all'appoggio del chansonnier
Jacques Grello, gli riserva un'accoglienza ghiacciata. Si presenta
senza successo al tabù, alla chiusa, al coniglio Agile.
1952 il 6 marzo, Pierre
Galante, cronista a Parigi-Incontro, gli stacca un'udienza da
Patachou, nel suo cabaret montmartrois. La cantante ed il pubblico
subjugués. Jacques Canetti, amico di Patachou e direttore
della casa Polydor-Philips, invita Brassens a passare nel suo
cabaret famoso dei tre Baudets. Realizza la sua prima registrazione
e riunione Pierre Nicolas, che diventerà il suo contrebassiste
nominato e lo accompagnerà tutta la sua vita.
1954 Tours di bordo
ad Olympia, quindi a Bobino. Uscita di un album 33 giri. Prezzo
dell'Académie Charles Cros. Pubblicazione della cattiva
reputazione da Denoël.
1955 la canzone gorille
è diffuso su Europa 1, sola stazione ad avere accettato
di passare il titolo.
1957-1960 trionfi ad
Olympia, all'Alhambra ed a Bobino. Girata all'estero (Svizzera,
Belgio, Italia, Africa del Nord).
Il 1961 Brassens intraprende
un tondo in Canada.
1962 uscita del nono
venticinque centimètres. Crisi ripetute di coliche nefritiche,
che lo fanno terribilmente soffrire. Morte della sua madre, il
31 dicembre.
1963 operazione del
rene. Prezzo Vincent Scotto.
1965 morte di suo padre.
1966 due mesi di recital
(settembre e ottobre) al palazzo di Chaillot.
1967 seconda operazione
del rene. Grande prezzo di poesia decretato dalla Académie
Française.
1968 bene che Brassens
non si mescola alle manifestazioni di maggio, la sua compassione
va ai giovani contestataires. Morte di Jeanne.
1972 participio ad
un gala contro la pena di morte ai lati di Léo Ferré.
Resto tre mesi interi a Bobino.
1973 notizie –
ed ultimo – girata in Francia ed in Belgio.
1976-1977 uscita del
suo ultimo album, il dodicesimo. Da ottobre a marzo, passa a Bobino
e polverizza tutti i record di entrate.
Il 1979 comprende il riccio per un racconto musicale destinato
ai bambini, émilie Jolie.
Il 1980 registra con
Giorgio Tabet un doppio disco di canzoni della sua gioventù,
a vantaggio dell'Association Trivellatore-Neige di Lino Ventura.
1981 il 29 ottobre,
Brassens meurt di un cancro. |