JULIETTE BINOCHE

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BIOGRAFIA: Juliette Binoche è nata a Parigi il 9 marzo 1964 in una famiglia molto artistica. È durante la sua adolescenza che integra, al teatro, il gruppo della sua madre tanto in qu’éclairagiste e costumière. Allora che è ancora all'istituto universitario nel Loir-et-Cher, ritorna a Parigi o espone i suoi talenti sulle tavole giocando "il paziente immaginario", di Molière e montando "il re Meurt", di Eugène Ionesco.
Più tardi, fa una comparsa televisiva in "Dorothée, danzatrice di fune" di Jacques Fansten, pur esercitando vari piccoli lavori. La sua carriera che si può aujourd'oggi qualificare come copia ha veramente cominciato nel 1983, con "Liberty Belle" di Pascal Kané nel quale fa una breve comparsa. Ma è al seguito della sua prestazione brillante in "rendete" di André Téchiné che riceve gli onori del festival di Cannes così soltanto la sua prima nomina per il César della migliore actrice. Superbe la giovane donna collega le torniture, ma è "la leggerezza intollerabile di esserla" produzione americana di Philip Kaufman che la aziona alla fila molto ambita delle stelle mondiali.

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Juliette libera Parigi e parte per Londra, o si fa un posto d'oro con "Fatale" di Louis Malle, e "Wuthering Heights" di Peter Kosminski.
Dopo avere declinata le offerte di Steven Spielberg per "Jurassic Park" e "l'elenco di Schindler", gioca nel 1993 nella trilogie "blu", "bianco" e "Rouge" di Krzysztof Kieslowski. Guadagna, come alla sua pratica, il César della migliore actrice, cosa che gli vale una nomina al Golden Globe Awards ed il taglio Volpi della migliore actrice del festival di Venezia.
Ma Juliette esercita qualsiasi altra vocazione, quella di mamma, è dunque il raggio di sole di Hannah e Raphael, questi due piccoli gioielli di 6 e 12 anni.
Continua di flâner sulle torniture, o essa épate attori, produttori e réalisateurs. Il suo carisma e la sua natura seduce un pubblico più in più di ampio.
Nel 1997, la sua prestazione époustouflante "nell'inglese paziente" di Anthony Minghella gli vale un trionfo planetario. È allora coronata da Oscar del migliore secondo ruolo femminile e da l’Ours di denaro della migliore actrice del festival di Berlino.
Tuttavia, non è interessata dai strass e le pagliuzze del star-system americano, è perché torna sulle tavole londinese allo scopo di giocare "Naked" di Pirandello quindi ritorna in Francia e lavora di nuovo con Téchiné nel 1998 su "Alice e Martin". Lo stesso anno diventa il più giovane presidente del César della storia.
Quindi incontra quello che diventerà il padre di sua piccola Hannah, sulla tornitura di "bambini del secolo". Il suo nome: Benoît Magimel, un prodigio in materia di cinema francese.
Nel 2000, il teatro New Yorkais permette a Juliette ressourcer, in particolare in "Betrayal" che gli permetterà una nomina al Tony awards (l’équivalent americano della Molière). Quindi "cioccolato" con Johnny Depp porterà la chiave finale al lavoro favoloso che ha effettuato a a aujourd’hui ed incanterà maggiormente un pubblico già conquistò da parte della Frenchy splendida.
Ma il 2004 resta certamente l'anno il incaricato della sua carriera poiché si impegna su 3 pellicole anglofone così che su una pellicola francese.
La principessa del cinema a dunque dietro essa una lunga carriera degna dei più grandi

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